La Società, che agisce come un Family and Friends Office, gestisce gli investimenti effettuati in imprese del settore BioHighTech (biomedicale,biotecnologie,bioinformatica) ed operanti nel Friuli Venezia Giulia e nelle regioni limitrofe  dell’area AlpeAdria, per accelerarne lo sviluppo ed il valore patrimoniale.

Il presidente e fondatore della società, Diego Bravar, detiene la maggioranza del capitale sociale (3,5 mln € al 1/7/17) col il 52,7%. Altri soci significativi sono: Friulia Spa con il 14,3%, VenetWork che partecipa attraverso la Bio Holding Srl con il 15,6%, Dima3 Srl con il 5,7%, Samer & Co. Shipping Spa con il 2,9%. Il rimanente 8,8% é detenuto da altri 11 soci.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione è lo stesso Diego Bravar, ingegnere elettronico, fondatore e presidente di TBS Group fino al 2017, vicepresidente di Confindustria Venezia Giulia e presidente di Formindustria.

Il Vicepresidente è Paolo Giribona, ingegnere elettronico, docente alla facoltà di medicina dell’Ateneo triestino, consulente dei maggiori ospedali italiani e di The World Bank, Washington D.C. (settore “Health & Human Development”).

I consiglieri del Consiglio di Amministrazione sono Giulia Bravar, Tiziano Busin, Marino Malvestio, Marina Pittini, Davide Jacur Romanin, Roberta Terpin, Enrico Samer.

Il Collegio Sindacale è composto da Claudio Sambri, Presidente; e dai Sindaci Luca Valentincich e Mario Calligaris.

Il Comitato per l’analisi e la valutazione degli investimenti è presieduto da Giovanni Loser, laurea alla Luigi Bocconi di Milano, ex general manager di Illycaffè, mentre la funzione di Project Manager è presidiata da Irene Lasorsa, ingegnere clinico e biomedico.

 

Biovalley
Il BioHighTech è un settore industriale ad elevato valore aggiunto altamente innovativo e dinamico rappresentato da aziende che operano nei comparti delle tecnologie biomediche, delle biotecnologie, dell’informatica medica e della bioinformatica strettamente connessi tra loro, con un fatturato a livello internazionale di circa 600 mld $ (di cui circa la metà nelle tecnologie biomediche) ed in crescita con percentuali che vanno dal 4% (tecnologie biomediche) al 7-10% (biotecnologie e informatica medica/bioinformatica). Anche in Europa il solo mercato delle tecnologie biomediche (MedTech) vale 100 mld €, cresce del 4% all’anno e comprende oltre 25 mila aziende, delle quali 85% PMI. Solo nel Friuli Venezia Giulia le imprese del settore BioHighTech sono circa 150, con un fatturato di circa 700 mln € con una crescita media del 4% all’anno, risultato ottenuto anche negli ultimi anni di crisi economica. Lo sviluppo di questo “sistema regionale industriale” innovativo nel settore della salute è stato favorito soprattutto dagli ingenti investimenti del Governo Italiano negli enti di ricerca di Trieste (circa 300 mln € all’anno negli ultimi 30 anni) e dagli altri finanziamenti negli enti di ricerca e socio sanitari della Regione FVG, che hanno creato un vero e proprio sistema della ricerca che opera anche nel settore della salute che così si evidenzia:

✓ attività di ricerca scientifica e di formazione svolte nel settore dalle Università di Trieste, di Udine e dalla Scuola Superiore di Studi Avanzati, SISSA di Trieste,

✓ la concentrazione di Enti di ricerca regionali di respiro internazionale che operano anche nel settore, quali:

  • Elettra Sincrotrone Trieste, centro di ricerca multidisciplinare internazionale di eccellenza, specializzato nell’applicazione della radiazione di sincrotrone e dei laser ed elettroni liberi nella scienza della materie, che mette a disposizione dell’industria l’insieme delle proprie competenze, capacità tecnologiche e prodotti per offrire servizi a valore aggiunto a supporto dello sviluppo di prodotto e di processo delle aziende nazionali ed estere, del settore biomedico, farmaceutico, agroalimentare e manifatturiero;
  • ICGEB di Trieste, Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie, sostenuto da oltre 60 paesi inclusi i paesi BRICST, importante punto di accesso al sistema della ricerca a livello internazionale nel settore dell’ingegneria genetica e nella promozione allo sviluppo di prodotti e servizi biotecnologici nel paesi in via di sviluppo;

✓ il sistema integrato e multisettoriale di sanità e protezione sociale di cui fanno parte l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona di Trieste, ITIS, oltre alle aziende ospedaliere di Trieste e Udine, affiancate dagli istituti di ricerca e cura a carattere scientifico, Burlo Garofolo di Trieste e CRO di Aviano;

✓ il sistema integrato dal parco scientifico e tecnologico nazionale (Area Science Park di Trieste) che con i parchi scientifici e tecnologici regionali (Polo Tecnologico di Trieste e Pordenone, Parchi scientifici e tecnologici di Udine e di Amaro), anche con la connessa funzione di incubatore di start-up, operano anche nel settore della salute;

✓ la posizione geografica del Friuli Venezia Giulia e delle altre regioni dell’area Alpe Adria che consente la collaborazione transfrontaliera ed internazionale, anche nel settore della salute.

La virtuosa interazione tra il sistema imprenditoriale del BioHighTech ed il sistema dell’Università, Ricerca, Formazione e Sociosanitario regionale trova applicazione nella produzione di beni e servizi nel settore della salute, basati sull’innovazione dei comparti industriali della sanità (esempio biomedico, farmaceutico e/o biofarmaceutico); del sociale (esempio domotica e teleassistenza); dell’agroalimentare (esempio nutriceutica); dell’ambiente (esempio biotecnologie); tutti collegati ad un concetto di benessere della popolazione.

Lo sviluppo dell’innovazione nel settore della salute rientra, inoltre, nel programma Smart Health di specializzazione intelligente della Regione FVG e potrebbe essere velocizzato dall’intervento della Biovalley Investments S.p.A. che, mettendo a disposizione capitale finanziario, esperienza industriale e commerciale, potrebbe favorire l’interazione tra il sistema delle imprese BioHighTech ed il sistema della ricerca e socio-sanitario che operano nel settore in Friuli Venezia Giulia e in altre regioni confinanti dell’area Alpe Adria (Veneto, Trentino Alto Adige, Slovenia, Austria e Croazia), e contribuire ad accelerare la crescita di questo ecosistema imprenditoriale altamente innovativo e dinamico.